Divina Impertinente

Un pericolo reale è un pericolo che minaccia una persona da un oggetto esterno. Un 'pericolo noto' è un'angoscia realistica. Un 'pericolo ignoto' è un'angoscia nevrotica. (Freud)

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giovedì, 19 marzo 2009

vediamo un po'... mettiamo in chiaro delle cosine di una qualsivoglia importanza... oggi ho aperto il mio armadio, molto ma molto incasinato, e ne sono usciti fuori vestiti che non ricordavo assolutamente di aver comprato; la risultante del mio pensiero è una cosa non molto carina da dire, ma indubbiamente sincera: spesso capita questo anche con le persone. nel nostro individuale cammino spesso tralasciamo persone e poi, come per un'epifania catartica, ce ne ricordiamo all'improvviso. lo facciamo tutti, senza scusanti. può capitare al prosociale pr come alla più sfigata delle zitelle, siamo tutti in questo circolo di dimenticanza, non voluta magari, non predeterminata, ma comunque ci siamo tutti. se perdiamo 5 minuti a scorrere la rubrica del cellulare possiamo chiederci: con quante di queste persone mi interfaccio con una frequenza discreta? non sto certo qui a dare la colpa, ma ad interrogarmi su: di chi è la colpa? del tempo che sfugge? del lavoro? del fidanzato di turno? non saprei... ma a tutti è capitato di sentirsi "trascurati" e accusare la controparte... eppure, di certo, persino noi stessi, emblema della perfezione nelle relazioni sociali, persino noi stessi ci siamo dimenticati di altri. l'unica sana riflessione che mi viene in mente, e non certo per salvare la coscienza ma per mera onestà intellettuale, è fare un sano mea culpa e riflettere. e, nel frattempo, mentre cerco di organizzare un meeting per le persone che ho dimenticato insieme al vestitino grigio di h&m, mi tolgo dal dito l'anello che nelle ultime settimane ha portato al mio sfacelo psicofisico, mi schiarisco la mente, mi accendo una sigaretta e continuo a scrivere la mia tesi giocherellando con il piercing al labbro, nella speranza che il fumo corroda quel simpatico chiodino e mi faccia un po' male, perché senza un minimo di dolore non si ragiona... e iaia ha seriamente bisogno di lucidità, di togliersi un qualcuno dalla testa come un peso dal cuore e disegnare i contorni del percorso sul quale sta camminando. a biéntot!

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martedì, 30 dicembre 2008

12 fuckin' months...

anche questo natale è passato, finito, sbriciolato, andato via. in frantumi. credo sia stato uno dei più tristi e solitari della mia vita. ed è strano perché ultimamente le cose solo mie sembravano in leggero miglioramento. quest'anno è agli sgoccioli, sta per finire e portarsi via tutte le lacrime che sono stata capace di generare per svariati motivi nell'arco di 12 mesi. maledetti, dal primo all'ultimo.

sono partita per la spagna per sfuggire alla claustrofobia di roma non riuscendo ad affrontarla; ho imparato a vivere senza soldi né certezze; ho perso quasi contemporaneamente un amico impagabile e il mio grande amore; ho imparato un mestiere, perfezionando la tecnica; ho eliminato i parassiti e le sanguisughe che mi erano accanto; ho coabitato per la prima vera volta con me stessa, con le mie paure, con le mie insicurezze.

ho vissuto un anno particolare, negativo, fatto di eccessi e superficialità. e modi per stordirsi e non pensare. e ora sono qui, come sempre innamorata dell'amore, sfuggita alla morte per 5 fottuti centimetri.

ora sono qui, sola, è vero, ma sono qui per la prima volta vestita da donna e non da bambina viziata come sempre.

buon anno nuovo.

iaia

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domenica, 21 dicembre 2008

caro babbonatale..

..cosa vorrei? quest'anno potrei chiederti davvero molte cose.. inizierei con un sintetizzatore nuovo che tanto farebbe bene al mio sistema nervoso, per smettere di litigare con quello che ho, poi passerei in rassegna soffermandomi su quella borsa che ho visto l'altra settimana e che ha rubato il mio cuore, il capotto di persiano che mi sta da paura, qualche stronzata che mi rallegri e potrei continuare con tutto il catalogo di furla e accessorize! in realtà non ti chiederò nulla di tutto ciò: 1) perché so che non mi cagheresti affatto, 2) perché alla fine che me ne faccio?? cioè, che me faccio lo so benissimo, ma posso vivere bene anche senza (questo non per scoraggiarti nel caso ti sentissi buono, anzi..) ma quello che voglio chiederti, e ti prego di darmi un minimo retta, è l'uomo. sì sì, hai capito bene! l'uomo, quell'essere del tutto inutile che tanto mi manca però.. non ti chiedo di portarmi l'uomo bello come quello della granculo di chicchi, non ti chiedo di portami l'uomo scienziato o che naviga nell'oro (..però!!), ti chiedo di portami l'uomo sensibile, quello che si interessa di ciò che faccio, quello che mi dà un pò più di dieci minuti del suo tempo, e non perché si sente in obbligo, ma perché lo desidera sul serio. l'uomo che riesce a stare dietro ai miei cambi d'umore, l'uomo che riesce ad apprezzare le mie molteplici personalità da gemellina di merda quale sono, l'uomo che mi mette su un piedistallo e che, prima di essere innamorato delle mie tette, è innamorato della persona che sono. l'uomo che non vive una relazione da ragazzini, l'uomo che vuole costruire qualcosa, l'uomo che abbia una strada che si interseca con la mia. a quest'uomo io do tutto, il mio tempo, il mio appoggio, la mia comprensione, il mio sostegno e tutto il mio cuore. l'uomo a cui regali l'anima e che ti regala la sua. lo so che non è una richiesta da poco, però insomma, carobabbo, fatti due conti spiccioli: sono una persona sensibile, mi carico dei cazzi degli altri prima che dei miei, mi piace stare in giro e non creo problemi (asp, alcool escluso), però sono gelosa, o meglio, sono attaccata al mio uomo. pretendo fedeltà, pretendo rispetto, pretendo sincerità. tutto ricambiato. secondo te riesci nell'arco della settimana a fare un miracolo? è quasi natale.. immagino sarai impegnato e lo capisco, ma in 25 anni non ti ho mai chiesto molto, per cui, almeno per anzianità di servizio qualcosa potresti anche fare! dai babbo impegnati, il prossimo anno prometto che un regalo te lo faccio io!

Postato da: Divina83 alle 18:14 | link | commenti (1) |

venerdì, 31 ottobre 2008

piccolo sfogo di halloween... contro il grigio:

considerando innanzitutto l'inutilità totale di questo giorno, la rincorsa alla festa più figa, la sgomitata alla maschera più alternativa (e mi chiedo: ma per carnevale cosa vi inventerete??), mi è salito così tanto il veleno che, come sempre, ho iniziato a scrivere. considerando tutto quello che ho visto/vissuto e sentito nelle ultime settimane, mi è salita proprio la bile e ho deciso di sfogarmi. hard. come sempre. questo è per chi vive nel grigio, per chi pensa di essere più furbo degli altri, e per chi è così cretino che non capisce quanto si renda ridicolo a mettere voci in giro a distanza molto limitata dall'oggetto del discorso. ecco. il mondo è popolato da questi bradipi (senza offesa per l'animalino innocente!!), roma pullula di questi leccaculo, anzi, finti leccaculo, quelli che fanno gli amici e appena ti giri ti accoltellano. quelli che si accollano quando esci la sera, che ti fanno mille discorsi adulatori per ottenere.....cosa?? per avere una data in un locale? per avere un free drink? per avere cosa??

se c'è qualcosa che proprio mi fa saltare i nervi sono le piattole. sarebbe tutto più semplice e corretto se nel mondo ci si ricordasse che la sincerità è un valore. sarebbe molto più bello avere una interazione con me non pensando di coglionarmi. anche perché, non per immodestia, mica ci riuscite. almeno, chiedo, cercate di affinare le armi, così il gioco ha un qualcosa di divertente.

penso di esprimermi in un italiano abbastanza chiaro, se voglio, senza orpelli né metafore, se voglio. smettetela di prendere per il culo. siete patetici. siete patetiche. dovreste ringraziare il cielo che scrivo genericamente senza chiamarvi per nome, senza sputtanarvi nel dettaglio sul web.

non chiedo molto. chiedo rispetto. per me stessa prima di tutto e per il lavoro che faccio. non vi chiedo di apprezzare, mi basta il rispetto.

non apro parentesi su quanto trovi fuori luogo la gente improvvisata, meglio di no. su quello ho già scritto in abbondanza. ma non importa, perché la giustizia esiste e questi fantasmini, o meglio queste ninfette, spariranno nella prossima stagione. quantomeno però pretendo il rispetto. chi non conosce  me e quello di cui mi occupo è gentilmente pregato di non esprimere giudizi falsi e discriminatori nei miei riguardi. e questo vale per tutto. grazie.

per quanto concerne le vostre vite, molto sinceramente, non mi attraggono, per cui non sono certo io che parlo di voi tutt*; farlo sarebbe una perdita di tempo, nonché l'utilizzo della vostra stessa pietosa tattica, sterile peraltro. chi mi conosce bene sa che sono abbastanza manichea da non amare il grigio, in nessuna cosa. nella musica, nella politica, nell'abbigliamento, nel modo di vivere; questo a sottolineare il mio disinteresse nei riguardi della vostra esistenza, la quale, essendo appunto grigia, non stimola il mio interesse.

concludo con il rinnovarvi l'invito a vivere la VOSTRA vita senza interferire con la mia e, se possibile, evitando di proferire delle abominevoli cagate riguardo la mia persona.

iaia

Postato da: Divina83 alle 17:10 | link | commenti |
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lunedì, 08 settembre 2008

bitter_sweet iaia

iaia tremante e infantile. saturday night. il seme della follia. essere rapita. notte assurda. notte. nessuno potrebbe capire, nessuno. e io mai potrei essere in grado di spiegare su questo quaderno comprato d'inverno, in un giorno di pioggia. IX sinfonia. sfondare la macchina, diocan, poi mettersi a ridere, diocan, andare a fare colazione. iaia è fredda come la pistola sul suo collo. quella sensazione di ossimorico caldofreddo mista all'odore di acciaio. impagabile. iaia è rum e stricnica. iaia è tutto e niente. iaia la più bella quando entra eterea in un locale. iaia è bella quando piange sincere lacrime di tristezza senza solita rabbia e si sente stupida e sbagliata perché è uguale, speculare, identica, simmetrica, venere generatrice e maledizione di ciò che vuole. iaia. piccola bastarda stronza principessa figlia di puttana. iaia. mai così così. iaia sangue che ama. disgusto e piacere estatico. iaia è rubare l'ultima fiches dal casinò e poi nasconderla negli slip. iaia inesplibacile contraddizione tra jeans strappati e louis vuitton. genio e sregolatezza. iaia come violenza da incanalare. e difficile riuscirci. iaia come iaia. e basta.

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venerdì, 15 agosto 2008

…non lo so perché ma in questi giorni manca di più. forse perché Roma è deserta e tutto sembra come congelato, forse perché ho più tempo per pensare, tempo non occupato dal solito delirio di cose da fare che si accavallano. o forse anche solo perché sono triste per cose che sono successe e di cui non posso parlare con nessuno. perché infondo, chi è che può capirmi davvero?

il pensiero si allaccia alla mancanza e la mancanza al pensiero. e tutto si configura in una spirale pazzesca che quasi leva il respiro. pensando agli eventi accaduti a freddo, a distanza di tanti mesi, posso analizzarli oggettivamente, ma quello che mi sconvolge, è che il mio animo rispetto a questi non si è affatto raffreddato.

ogni giorno che è passato non è servito a gelare quel sentimento di stupore, dolore e tristezza che ho provato dal momento in cui ho letto in rete la notizia. da quella trasferta infausta, da quella consapevolezza che gabriele era proprio quel gabriele, dal lutto cittadino, dalla reazione dei ragazzi contro la polizia, dagli scontri sotto casa mia, dal funerale, dai fiori, i cori, le sciarpe. da ogni domenica allo stadio che per me è straziante. dalla curva nord che non è più la stessa. dal nome scritto sulla pelle. e dai ricordi di quando eravamo poco più che ragazzini, dalle feste al piper, dalle prese in giro e dai sorrisi.

non è cambiato nulla.

Roma è tappezzata di manifesti, scritte e adesivi che lo ricordano e chiedono giustizia per lui. Roma è dolorosissima per me sotto questo punto di vista e il vederla così deserta amplifica maggiormente quelle scritte.

nel silenzio della mia città questi muri urlano e nessuno potrà mai farli tacere.

questi muri urlano e continuano a ricordare che gabbo è qui con noi, che è sempre vivo e che non potrà mai essere dimenticato.

 

 

I remember you, I remember you, I remember you,

I remember lying awake at night and thinking just of you, but things don’t last forever and somehow baby they never really do, they never really do

I remember you, I remember you, I remember you.

 

 

 

iaia

Postato da: Divina83 alle 18:11 | link | commenti (1) |
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martedì, 05 agosto 2008

vita differente. vita difficile. spostarsi ogni due giorni se sono fortunata. aerei, soste, solitudine. e poi trucco, dieta, lavoro, feste, super macchine, super soldi. non so neanche spiegare come mi sento, cosa significhi tutto questo. certo è che la mia cornice di questo periodo è indubbiamente divertente. ma vuota. come me del resto.

occhi di cenere. e cuore di ghiaccio.

tornerò prima o poi a poter vivere delle piccole cose che mi mancano così tanto??

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giovedì, 05 giugno 2008

dilettant*

...avete provato ad ammazzarmi? non vi ci siete impegnate abbastanza. i destinatari di questo sanno benissimo che ho le idee chiare e so perfettamente cosa pensano. nascondersi dietro un dito non è gesto che denota grande intelligenza, ma, del resto, i vostri banali tentativi di tirarmi sorte nemnica erano già da tempo indicatori di scarsa presenza dell'anelata materia grigia. semplicemente perché voi, anche in modalità branco siete poca cosa rispetto a me singola. e questo non per eccesso di presunzione, ma semplicemente perché, ogni volta che un'entità solitaria ha provato a mettersi contro di me non la ha avuta vinta. anzi. è rimasta ferita, e molto più di me in questo momento, che se mi metto a contare graffi, punti di sutura e lividi, vinco su tutto il gregge di pecore che uso menzionare per addormentarmi. care fighette in calore o pseudo tali, cosa pensate davvero di potervi inventare stavolta? non vi ho mai provocate, anche perché solitamente provo della sana empatia nei riguardi del gentil sesso; non ho mai cercato di fottervi l'uomo perché sono fedele al mio; non vi ho mai preso per il culo, perché non avevo motivo eclatante (come si fa a deridere la nullità?!?); non vi ho mai usate, perché non sono opportunista e gogo solo di ciò che ottengo da me stessa, indi per cui poscia... cazzo volete da me?

comunque, fatto sta che potete tranquillamente impiegare il tempo della vostra triste esistenza in qualcosa di più redditizio e soddisfacente. tanto con me, mettetevelo chiaro in quella zucca vuota, non otterrete mai soddisfazione. è una battaglia persa in partenza. e questo finché resto calma e ragionevole, ma il giorno che andate un pochino oltre aka cagate di brutto fuori dal vasetto, forse ci ritroveremo faccia a faccia e, per il dogma di cui sopra, non ne uscireste vive di certo.

a biéntot!

Postato da: Divina83 alle 21:38 | link | commenti |
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martedì, 03 giugno 2008

happy birthday to me...

27 maggio. 25 anni. un quarto di secolo. bla bla bla. pomeriggio all'insegna dello skiopping più sfrenato. i miei occhi roteano indiscreti e totalmente disinibiti per le vetrine della roma bene (aka dove abito io... n.b.: trovo di una proverbiale ineducazione e arrivismo fare n. mila km per giungere nei luoghi cult dello skiopping = se sei cafone e abiti in culo  a dionnipotente, comprati 2 cazzate a torbellamonacadimonza e non venire a intasarmi il centro con tutta la cricca di amici tuoi in tuta finto adidas iridescente. dilettanti).

insomma vado a comprarmi regali per questo compleanno. abbastanza scazzata a dire il vero, c'é chi è riuscito a farmela prendere a male, quello che voglio non si può comprare ecc. ecc... (n.d.a. mi riferisco all'esame di statistica del 26 giugno p.v. ovviamente...), comunque, torno a casa abbastanza tranquilla, magnifico orologio di ck al polso, stupita di non averlo dovuto pagare a rate, mi butto sotto la doccia perché fuori fa 37 gradi e io, nonostante l'età che dovrebbe presupporre un certo scarto di maturità, ma io da sociologa non considero i presupposti se non collocati al massimo all'epoca del criticismo kantiano, non perdo l'abitudine di vestire di nero aka ho fatto la schiuma dal garage al mio appartamento passando per l'ascensore.

doccia. ecco. è un banale martedì, giorno che più odio nella settimana. il martedì + inutile. e fastidioso. mi concederò una serata di totale relax guardando x factor e facendo fantasie su maorgan, poi guarderò scorie facendo pensieri impuri su andy. se passassero in notturna un altro programma con ospiti i restanti bluvertigo sarebbe davvero un compleanno felice. raccolgo gli sms e le tel. di auguri di amici et parenti et contatti m.s. finché non arriva la tel di Benny. come sempre lei è una delle più abili amiche che ho nel tirarmi su di morale. concordiamo birretta e torta in un pub vicino piazza bologna. allargo l'invito alle più strette amiche: la sacerdotessa, la mia sorellina, la zitella, la first lady. unico obbligo: nessun riferimento al testosterone.

doccia. cena. candeline. mamma papà sorelle cane. esco. ritardo totale. tento una ricarica cell. al bancomat. fallita. tento la seconda. idem. amen. squillerò e capiranno. breve passaggio dalla sacerdotessa+moscovita+bimba in giro+bimba/o in attesa+babysitter parigina e arrivo al posto. arriva la mia sorellina Vé con regalo meraviglioso a seguito e dedica da lacrimone stile autumn in new york (n.b.: il mio orologio dà piste su piste a quello di richard gere, che peraltro, mi piaceva pure!). arriva Benny la stacanovista della sociologia. birretta al pub. compilo tessera. che bello avere due nomi. altisonante. becco mezzo alien el venerdì, mi guardano, mi ri/conoscono. me ne frego. si fa una certa come dire e io devo accompagnare Vé a casetta. don't worry. be happy. stocazzo.

me ne sto tranqua al semaforo di viale regina margherita che improvvisamente ho un vuoto. un botto. colossale. un rumore sordo e fortissimo. guardo al mio lato e vedo il finestrino in frantumi, fuori per terra un uomo in moto con la faccia devastata che si lamenta e chiede dei suoi figli. panico. mi guardo e vedo solo sangue. rosso rosso tanto tanto. guardo Vé, lei sta bene, mi chiede come sto, mi dice di stare tranquilla e che il semaforo era verde. esco dalla macchina a fatica, lo sportello non si apre bene, guardo la macchina e mi sento morire. mi metto le mani in testa e trovo solo sangue. ambulanza. polizia. chiamo mia madre (anzi, squillo!), non reggo, scoppio a piangere. mi portano via lasciando sul posto Vé che aspetta mio padre. al pronto soccorso mi fanno aspettare un'ora e mezza, io intanto capisco cos'è successo. la moto si è fermata sulla ruota del mio lato e poi si è strusciata tutta la fiancata. nell'impatto ho rotto il finestrino con la testa (dura, ok, si sapeva...), ho la faccia piena di vetri, tagli, sangue, una spalla rotta dalla cintura di sicurezza presumo, e un dente spezzato. i medici mi dicono: sei una miracolata, per 5 cm eri morta, se prendeva lo sportello ora non stavamo qui a parlare. cinici ma efficaci. dopo 5 ore al policlinico mi dimettono. torno a casa ma non posso muovermi.

sono una miracolata, è vero. ma mi continuo a chiedere il perché. penso che questo compleanno lo ricorderò a vita.

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giovedì, 22 maggio 2008

4 anni fa ero una persona folle. 4 anni fa ero una ragazzina ribelle, abbastanza pazza da essere difficilmente gestibile. 4 anni fa ho perso la testa, o meglio, quel poco di testa che avevo. 4 anni fa non sognavo.

questo periodo ho camminato attraverso l'inferno, quello che non si augura a nessuno, neanche al proprio peggior nemico. allo stesso tempo mi sono ridotta alla stregua di un vegetale. questo periodo per la prima volta non mi sono piaciuta, mi sono vista troppo magra, stanca, brutta. senza voglia di vivere. e chi mi conosce bene sa che non sono così, che sono passionale, vivo con il cuore, anche a costo di stare male, ma vivo. e non mi lascio vivere. non vado avanti per inerzia come ho fatto negli ultimi mesi. ho il mio carattere, a volte isterico e aggressivo, a volte fragile e sensibile, ma ho il mio carattere, ho me stessa. e non è poco. e non è solo presunzione come tanta gente che poco capisce dice. ho me stessa ed è molto. ho me stessa e mi amo.

iaia è tornata. grazie a chi mi ha fatto svegliare.

Postato da: Divina83 alle 23:18 | link | commenti |
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